Il Presepe di radici di Fermo Formentini
fotografie di A.Locatelli
Le radici quali simbolo della terra da cui proveniamo, la parte più intima di noi che serbiamo sempre nel cuore, diamante prezioso che portiamo nel mondo. Fermo Formentini è innanzitutto un uomo orgoglioso di esser nato e vissuto a Montegrino Valtravaglia, un grande amante della natura e soprattutto dei magnifici boschi che circondano l’abitato in cui vivono le sue creazioni, le “sue radici”.
Dal 1987, in cui ha proposto la sua prima opera, ci sono voluti molti anni per presentare una realizzazione unica, posando così per sempre la sua impronta indelebile nella propria terra: il suo presepe. La sua forza resta proprio nella sua semplicità e nella sua umiltà davanti ad una creazione che richiama annualmente migliaia di persone.
Il presepe pare emanare l'energia delle piante che lo compongono ed ogni materiale gli suggerisce il suo giusto posto: il carpino o la robinia si rivelano ottimi per personaggi e animali stanchi, proprio per il loro aspetto nodoso e contorto, mentre il faggio, il castagno, l’abete, per la loro sinuosa linearità sono l’ideale per le statuine. Le radici che si presentano molto chiare già dopo una prima sommaria pulizia, sono utilizzate per la creazione di ponti e staccionate; il pozzo è ottenuto da un tronco svuotato di sambuco. Una volta raccolta, la radice non viene molto modificata, Fermo si limita a pulirla e a ricoprirla con una vernice: solo un tocco di colore può dare espressività alle figure e agli animali.
Ogni anno Fermo Formentini trasforma il suo presepe aggiungendo particolari nuovi, eliminandone di obsoleti, e si rinnova così anche una tradizione millenaria: i pezzi che attualmente compongono il presepe sono 150, senza contare pecorelle, anatre, ochette ricavate da schegge di radici. Una curiosità? Anche la Sacra Famiglia si è trasformata nel tempo ed attualmente è così composta: San Giuseppe e l’asinello sono in castagno, il bambinello in carpino, il bue in faggio, la Madonna in robinia.
Le immagini dell’intera opera d’arte sono state riprese da molte emittenti televisive tra cui Rai Due per Le vie di Damasco con un approfondimento di circa otto minuti, da Rai Uno e dalla Televisione della Svizzera Italiana. Riviste come Bell’Italia, Qui Touring nel 1998, Gardenia, Grand Hotel, Gente Mese nel 2001, Tv Sorrisi e Canzoni e Oggi ne hanno esaltato le caratteristiche di unica bellezza, addirittura il periodico Epoca nel 1993 ne face una recensione. In tutti questi anni sono state registrate circa 40.000 visite, tra cui si nota una marcata presenza internazionale, non solo proveniente dalla vicina Svizzera, dalla Francia, dalla Germania, bensì da terre lontane come Cina, Madagascar, Giappone, Canada, Australia.
Il presepe negli anni è stato visitato da personalità illustri, come il Cardinale Carlo Maria Martini, nel 1996, il Cardinale Dionigi Tettamanzi nel 2004.